19th Ave New York, NY 95822, USA

PRIGIONIERI DEL NOSTRO PASSATO

PRIGIONIERI DEL NOSTRO PASSATO

Perché siamo quello che siamo? In molti se lo saranno chiesto. Naturalmente non si sta parlando del nostro aspetto esteriore, bensì del nostro modo di pensare, o meglio, di interpretare il mondo.

Facciamo un passo indietro: circa duemilacinquecento anni fa Platone riportava, nella sua famosa opera Il Convito, il dialogo intercorso con Socrate nelle sue ultime ore prima di morire. Nel suo discorso Socrate cerca di indirizzare gli amici a lui vicini in un ragionamento di tipo induttivo che scandaglia le origini della conoscenza umana. Egli dice: “esser sapienti, infatti, significa aver acquistato conoscenza di qualcosa e conservarla, non perderla; perché dimenticanza è perdita di conoscenza”.

Ora, se volessimo tradurre attraverso le moderne teorie quanto asserito da Platone nell’epoca ellenica circa il rapporto tra apprendimento e conoscenza, potremmo dire che il nostro modo di apprendere determina ciò che conosciamo, quindi, ciò che diventiamo.

Prendiamo, a tal proposito, una moderna tesi sviluppata da un sociologo americano che prende il nome di teoria trasformativa (Mezirow, 2003), e proviamo a descriverne i tratti fondamentali: per prima cosa noi adulti siamo il prodotto di un processo di socializzazione acquisito attraverso l’apprendimento pregresso fornitoci dalla nostra cultura, dai nostri genitori, dalla formazione scolastica, e via dicendo. Quello che la teoria trasformativa sostiene è il raggiungimento di un cambiamento delle nostre prospettive di significato “superando i modelli di percezione e cognizione limitati, attraverso la riflessione su degli assunti che a suo tempo erano stati accettati acriticamente, senza accettare passivamente le realtà sociali definite da altri (Mezirow, 1991). Crescere significa portarsi dietro tutta una serie di ricordi, emozioni, regole e convinzioni che si sono sedimentate, dando origine e strutturando nel tempo quella che è la nostra integrità morale, rendendoci in un certo senso “prigionieri” del nostro passato. Da qui si assume quindi l’idea che il nostro modo di vedere le cose e di interpretare la realtà siano guidati dai nostri schemi di riferimento, i quali attraverso un processo di ristrutturazione vengono continuamente rielaborati sulla base delle nuove esperienze.

Per fortuna la nostra flessibilità intellettiva ci consente di superare i nostri limiti liberandoci dalle barriere che per molto tempo ci hanno impedito di andare oltre. Dobbiamo soltanto guardare dentro noi stessi con occhi critici e, perché no, all’occorrenza mettere in discussione i nostri valori e il significato che abbiamo attribuito agli eventi, affinché la prossima volta avremo occasione di essere in grado di definire con maggior precisione le nuove situazioni che si presenteranno dinanzi a noi. In conclusione, la consapevolezza e l’adozione di queste strategie aiuterebbero le persone ad affrontare gli ostacoli e le difficili situazioni legate all’età adulta.

 

BIBLIOGRAFIA
Mezirow,  J., 2003; Apprendimento e trasformazione, Raffaello Cortina Editore.
Platone, Il convito; Garzanti, 1981.

Leave a comment