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Le relazioni umane in azienda

L’IMPORTANZA DELLE RELAZIONI UMANE IN AZIENDA

Le relazioni umane in azienda

Al giorno d’oggi esistono molteplici realtà di lavoro dove è normale che si sviluppino dinamiche interpersonali sempre più complesse tra i soggetti che compongono le relative organizzazioni. A prescindere dal tipo di contesto lavorativo in cui ci si trova ad operare, dal tipo di mansione che si svolge, dall’inquadramento professionale che si ha, bisogna essere consapevoli dell’importanza che assume il sistema di relazioni, tra le diverse figure, nel processo di creazione dell’identità aziendale. In altre parole, la mente collettiva di un’organizzazione di lavoro è il risultato dell’impronta che ogni rappresentante lascia all’interno di essa.

Nella fattispecie, non si sta parlando di competenze tecniche o abilità operative, ma, piuttosto, della predisposizione che ciascuno ha nella gestione del proprio sistema relazionale. Più si è in grado di ascoltare le esigenze dell’altro, maggiormente si darà valore ai propri rapporti interpersonali, ricevendo in cambio lo stesso trattamento con il quale si desidera essere trattati. L’investimento sul piano umano è tanto importante quanto necessario, e questo vale per tutte le categorie: operai, capiturno e dirigenti.

Il discorso potrebbe sembrare scontato se non si prendesse in considerazione che ogni individuo è diverso per natura, educazione, cultura e di conseguenza reagisce, alle situazioni sociali che gli si presentano, in maniera del tutto arbitraria e soggettiva. Il problema si complica quando queste diversità vengono inserite tutte all’interno dello stesso contesto, cioè l’ambiente di lavoro.

Come si possono gestire le diversità?

Innanzitutto, nei panni di un datore di lavoro o di un imprenditore, bisognerebbe non sottovalutare l’importanza di imporre un quadro normativo chiaro e completo, dove poter elencare tutti i comportamenti aziendali da adottare e quelli da evitare, magari attraverso la stesura di un codice etico d’impresa che obblighi ciascun lavoratore al rispetto di esso. In secondo luogo, sarebbe opportuno riuscire a entrare in contatto con i propri collaboratori fin dal principio, (soci o dipendenti che siano), attraverso un patto di lavoro che trascenda dalle semplici impressioni soggettive e personali, e che abbia l’intento di condividere, per un periodo di tempo indeterminato, una serie di obiettivi motivazionali, di fiducia, di riguardo, di onestà e di responsabilità professionale, che si collocano alla base del funzionamento organizzativo di ogni impresa.

Questo patto, che potremmo definirlo “contratto psicologico” è il primo passo da compiere verso il traguardo di un percorso che miri a uno sviluppo aziendale efficace e che possa determinare un vantaggio competitivo, soprattutto grazie a una corretta gestione delle relazioni umane. In ultima analisi, è conveniente mantenere nel tempo rapporti salubri orientati alla stabilità del benessere organizzativo.

Questo approccio, che si rifà al concetto della “valorizzazione della persona”, è propedeutico allo sviluppo di un ambiente di lavoro soddisfacente. La gratificazione e il rispetto reciproco sono i punti cardine attorno ai quali ruota il legame che unisce i vari attori sociali di un’impresa. In assenza di un sistema che incentivi il lavoratore a sentirsi partecipe, manca la spinta motivazionale, quindi il motore che fornisce l’energia necessaria al funzionamento del sistema stesso.

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